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CONDENSATORE CON TESTER SCARICA

Posted on Author Gujinn Posted in Sistema


    In questo articolo sono illustrati i passaggi per scaricare un condensatore in modo Non leccarti le dita, con l'intenzione di scaricare il condensatore toccando. Hanno il prezioso compito di scaricare i condensatori una volta che la . Misurando con il tester l'amperaggio da 65 mA ho trovato mA. Una domanda che si sente spesso è: "Come si fa a scaricare un condensatore?" Molti di noi l'hanno visto fare in modi non sicuri - con un. Primo consiglio: non scaricare mai i condensatori con le dita, ne ho Se il tester ha un fondo scala superiore alla massima tensione che hai.

    Nome: condensatore con tester
    Formato:Fichier D’archive
    Sistemi operativi: iOS. Windows XP/7/10. MacOS. Android.
    Licenza:Solo per uso personale (acquista più tardi!)
    Dimensione del file: 29.59 Megabytes

    I condensatori di avviamento sono comuni negli elettrodomestici o negli equipaggiamenti HVAC. Se il motore della tua lavatrice emana un rumore simile a un ronzio e non funziona, controlla il condensatore.

    Leggi il passaggio 1 per più informazioni. Questo articolo è stato scritto in collaborazione con il nostro team di editor e ricercatori esperti che ne hanno approvato accuratezza ed esaustività. Categorie: Manutenzione Domestica. Il Content Management Team di wikiHow controlla con cura il lavoro dello staff di redattori per assicurarsi che ogni articolo incontri i nostri standard di qualità.

    Un condensatore è utilizzato per immagazzinare energia in modo che possa fornirla a qualsiasi tipo di apparecchio elettrico quando è necessario. Alcuni condensatori ad alta potenza sono in possesso di una carica anche dopo essere stati del tutto scollegati; pertanto prendere un cacciavite con impugnatura isolata e toccare il metallo dello strumento per i terminali metallici.

    Questa operazione, rimuove qualsiasi corrente che viene rilasciata dal condensatore in modo che sia sicuro, effettuato questo piccolo accorgimento è possibile lavorare ed effettuare qualsiasi verifica del nostro componente.

    Ricordiamo: di non sottovalutare la procedura di scarica del condensatore , perché alcuni condensatori possono rilasciare alcune scariche abbastanza fastidiose, soprattutto quelli di rifasamento utilizzati nei motori o nei frigoriferi.

    Ad esempio: se perde del liquido, oppure la parte superiore è rialzata, oppure presenta un'avvallamento verso l'interno, significa che è necessaria la sostituzione. Se queste condizioni non sono soddisfatte procediamo alla verifica strumentale. Ora ritorniamo alla formula per calcolare il DF.

    DF è funzione inversa di Xc. Al decrescere di Xc, cresce DF, e viceversa. Quindi DF varia proporzionalmente con la frequenza. Ecco un esempio che utilizza il classico condensatore elettrolitico da 22 uF 16 Volt, che sembra essere troppo spesso guasto in molti alimentatori a commutazione.

    A Hz, questo condensatore presenta una Xc di 7,2 Ohm. Se la Rc in serie è di soli 0,05 Ohms abbastanza buona , allora il DF è di 0, A questa frequenza, il DF è di 0,36, ancora buona. Vediamo quindi che il DF varia in funzione della frequenza di test. Maggiore la frequenza, maggiore il DF. Il DF misura la "qualità" del condensatore, ma la figura è valida solo alla frequenza di test. Un buon condensatore, con una Rc ideale uguale a zero, è caratterizzato da una DF di zero indipendentemente dalla frequenza.

    Ad ogni modo, il sistema di misurazione della ESR adottato dai vari strumenti non sembra essere una funzione di Xc.

    Viene misurata la tensione ai terminali del condensatore, risultante dall'applicazione di un brevissimo impulso di corrente. Tale impulso non è sufficiente a caricare il condensatore, e quindi la tensione misurata ai terminali del componente è principalmente una funzione di Rx, che non è sensibile alle variazioni di frequenza. I misuratori di ESR non risultano affidabili in presenza di condensatori di capacità molto ridotta.

    In questo caso, i componenti si caricano maggiormente per via della corrente applicata nel momento in cui lo strumento campiona la tensione. Anche se la Rc è uno zero Ohm ideale, lo strumento legge la tensione accumulata dal condensatore e la interpreta come una ESR molto elevata forse superiore al fondo-scala. Quindi il suo vantaggio, e la finalità primaria, consiste nel controllo degli elettrolitici che in genere risultano di capacità più elevata.

    Nota: l'incapacità dei misuratori di ESR di controllare i condensatori di bassa capacità vale solo se lo strumento non è in grado di distinguere tra le tensioni in fase e quadratura, come in effetti accade.

    Se fosse in grado di rivelare solo la tensione in fase prodotta su Rx in fase cioè con la corrente applicata , allora non risulterebbe affatto sensibile alla tensione ritardata meno 90 gradi accumulatasi sulle armature del condensatore. Tutti i controlli da me effettuati con piccoli condensatori di capacità inferiore a 0, uF sembrano suggerire che il misuratore di ESR di Bob Parker non discrimina la fase, come lo stesso Bob Parker ha confermato.

    Si tratta di un grosso svantaggio. L'obiettivo del misuratore di ESR consiste nell'identificare i condensatori che si sono guastati, un caso più frequente con gli elettrolitici dove il dielectric compound tende ad essiccarsi.

    I condensatori più piccoli di solito non sono elettrolitici e quindi tendono a risultare relativamente stabili. I guasti in quest'ultimo caso condensatori ceramici, mica, poliestere consistono in condensatori aperti, in cortocircuito, o in perdita, tutti rilevabili con dispositivi per la misurazione di capacità o resistenza. Sebbene le tecniche descritte in seguito possano almeno in principio essere applicate a qualsiasi condensatore, risultano maggiormente utili per i condensatori elettrolitici.

    Come effettuare la verifica in un condensatore

    Naturalmente, assicuratevi di osservare la polarità e la massima tensione di lavoro durante le misurazioni! Un sistema economico pari al costo di un resistore per misurare la ESR di un condensatore consiste nell'applicare un segnale ad onda quadra attraverso un resistore in serie con il condensatore che si intende misurare. Monitorate la forma d'onda del condensatore utilizzando un oscilloscopio. Quando si utilizza una frequenza ad onda quadra alcuni KHz - non una in cui entri in gioco l'induttanza del circuito , si osserva una forma d'onda triangolare con uno step sulla transizione dell'onda quadra.

    L'ampiezza dello step è proporzionale alla ESR del condensatore. Calibrate il tutto aggiungendo un resistore di basso valore noto per simulare la ESR in serie con il condensatore. Si tratta di un approccio che non vi costa nulla se siete in possesso di un generatore di onde quadre, o ne potete costruire uno in economia. Mentre ero in attesa per il suo arrivo, una grossa pila di robaccia si stava accumulando nel mio laboratorio. Per evadere velocemente queste riparazioni nel frattempo, ho costruito un 'misuratore di ESR' cablando l'uscita di un generatore di funzioni 50 Ohm all'ingresso dell'oscilloscopio e, tramite un connettore a T, su un paio di sonde di test.

    Con i terminali di test in cortocircuito, l'oscilloscopio visualizzava solo pochi millivolt. Con i terminali su un condensatore efficiente, pochi millivolt. Con i terminali su un condensatore guasto, una tensione molto superiore. I condensatori difettosi spuntavano fuori come pollici doloranti. Wow, troppo bello. Controllo istantaneo a prova di stupido degli elettrolitici nel circuito non alimentato. Vorrei averci pensato 50 anni prima.

    Ho utilizzato KHz e 5 Volt picco-picco. Nota dell'Editore: per escludere la possibilità di danni ai semiconduttori dovuti a tensione eccessiva, utilizzate un segnale di minore ampiezza, ammettiamo 0,5 Volt picco-picco, per i controlli ai componenti montati nel circuito.

    In questo modo si evita inoltre che la maggioranza delle giunzioni dei semiconduttori entrino in conduzione per confondere le vostre letture. Ho letto i vari messaggi a proposito dei misuratori di ESR e sebbene non metto in dubbio il loro valore nelle riparazioni elettroniche, penso che l'utilizzo di questi dispositivi aggiunga un passo aggiuntivo e secondo il mio modesto parere inutile.

    Il mio metodo per diagnosticare un eventuale elettrolitico guasto si riduce all'utilizzo di un oscilloscopio. Se si tratta di un condensatore di bypass a massa, allora la forma d'onda dovrebbe essere costituita semplicemente da una linea piatta su entrambi i lati; se si tratta di un condensatore di accoppiamento, la forma d'onda dovrebbe essere la stessa su sntrambi i lati. Ci sono alcune eccezioni, una delle quali costituita dai condensatori utilizzati per il livellamento in a circuito verticale, ma applicazioni del genere sono davvero poche.

    La maggioranza degli elettrolitici sono utilizzati per accoppiamento o bypass. L'utilizzo del 'mio' metodo basato sull'oscilloscopio presenta svariati vantaggi. Il primo risiede nel fatto che il condensatore viene testato dinamicamente nel circuito dove è montato, ed utilizzando i reali segnali ad esso applicati nel reale utilizzo.

    Il metodo è veloce perchè basta saltare da un componente all'altro se avete scelto l'approccio scatter-gun utilizzando semplicemente la sonda dell'oscilloscopio.

    Ma, cosa più importante, viene perfettamente integrato un approccio totalmente dinamico all'assistenza, che utilizza gli stessi segnali dell'apparecchio o la mancanza degli stessi.

    Se state esaminando un circuito video, potreste trovare un condensatore aperto, un transistor interrotto, un circuito integrato difettoso utilizzando lo stesso strumento.

    Ho gestito un centro assistenza per oltre 40 anni. Buona parte dei miei affari oggigiorno consistono nell'effettuare tough-dog service per altre aziende di assistenza. Ma, devo ammettere che alcune volte riparo gli apparecchi semplicemente sostituendo i condensatori rigonfi. Lavoro ancora abbastanza al punto che un giorno I'll break down e mi deciderà ad acquistare un misuratore di ESR è mia abitudine arrendermi e concedermi proroghe con i giocattoli del mio "mestiere".

    Per ora comunque il metodo più rapido che utilizzo è l'oscilloscopio. Funziona più o meno come segue:. Esamino con l'oscilloscopio il terminale positivo. E' presente una qualche tensione alternata significativa? In caso contrario, procedo col prossimo condensatore. In caso contrario, prendo nota di questa posizione e proseguo col prossimo condesatore.

    Esamino con l'oscilloscopio il terminale negativo. Il valore di tensione alternata è simile a quella presente sul terminale positivo? In caso affermativo, procedo col prossimo condensatore se questo terminale risulta evidentemente connesso a massa, salto questo passaggio.

    carica di un condensatore

    Spengo l'apparecchio; prendo nota della tensione; ponticello il condensatore con un'altro di valore simile e tensione di lavoro sufficiente nota: assicuratevi che entrambi i condensatori siano scarichi!

    Accendo l'apparecchio; esamino con l'oscilloscopio il terminale positivo. Noto una qualche significativa differenza? In caso negativo, prendo nota di questa posizione e procedo col prossimo condensatore. Sostituisco il condensatore. Controllo il funzionamento dell'apparecchio.

    Se non va, procedo col prossimo condensatore. Se tramite questo procedimento non riesco a beccare il componente guasto, spesso raggiungo lo scopio con un veloce ripasso delle posizioni delle quali ho preso nota. Non esaustivo o perfetto, e neppure vuole esserlo. Chiudere il coperchio prima di colpire.

    Probabilmente provoca il cancro nei ratti di laboratorio. Rilevanza da ancora di imbarcazione, sebbene il dispositivo sia a stato solido, è il sistema perfetto per controllare quei vecchi condensatori elettrolitici! Da: John Whitmore whit hipress. Per prima cosa, vi occorre una fonte di ripple AC. Quindi, sintonizzatevi sulla frequenza che vi interessa solitamente Hz per i condensatori utilizzati come filtro sugli alimentatori ed applicate sia una corrente alternata che una tensione continua di bias.

    Come testare un condensatore con un multimetro

    Prendete la tangente della differenza tra lo scostamento di fase e 90 gradi si tratta di 'tan delta ' e compare sul foglio di specifiche del condensatore Quindi rimuovete la tensione alternata, ed aumentate la polarizzazione in corrente continua fino al valore di tensione impulsiva; misurate la corrente di perdita. Riducete la tensione di polarizzazione fino alla massima tensione di lavoro; misurate la corrente di perdita. Aumentate la temperatura e ripetete le misurazioni di capacità, sfasamento, e tensione di lavoro alla massima temperatura per cui il condensatore è stato costruito.

    Si, il procedimento è effettivamente abbastanza elaborato, ma si tratta dello stesso test utilizzato dai produttori. Da: Jeroen H.

    Stessen Jeroen. Stessen ehv. Ai condensatori elettrolitici piace lavorare al fresco! Se c'è qualcosa che questi condensatori non possono sopportare, è il calore, che li fa asciugare. Esistono condensatori elettrolitici di almeno due differenti temperature massime di lavoro: 85 e gradi Centigradi. Gli ultimi risultano ovviamente più resistenti alle alte temperature. Sfortunatamente tendono a presentare una maggiore ESR rispetto ai loro simili da 85 gradi Centigradi.

    Se il calore è dovuto ad una vicina aletta di raffreddamento, allora il tipo da gradi rappresenta di sicuro la scelta migliore. Da: Ralph W. Tecnicamente, un elettrolitico "stantio" più di un anno rispetto alla sua data di produzione presenterebbe una eccessiva perdita DC, e andrebbe adeguatamente ricondizionato prima dell'utilizzo.

    Il caso peggiore con cui mi sono scontrato nell'installazione di un elettrolitico rimasto a lungo depositato è stato un circuito leggermente instabile per 15 minuti, ma che si è in seguito ripreso senza MAI manifestare nuovamente il comportamento iniziale non accetto perà scommesse sul funzionamento di un eventuale componente cosà vecchio da essere coperto da "fibrisse".

    Quando vecchio è davvero vecchio? Ritengo che fino a cinque anni sullo scaffale non dovrebbero in pratica costituire un problema.

    Per quanto riguarda il "ricondizionamento" di apparecchi raramente utilizzati, male non fa. Questo per me significa che i dispositivi utilizzati di rado andrebbero alimentati di tanto in tanto per farli durare più a lungo, e non lasciati a deposito sugli scaffali. Vero o falso? Una domanda che spesso viene posta beh, almeno a volte è come comportarsi con i condensatori elettrolitici montati in apparecchi molto vecchi.

    Sostituirli tutti? In genere mi limito a controllare i condensatori e sostituire quelli che presentano capacità molto ridotta, ESR o perdita più elevate dopo aver dato loro il tempo per riformarsi. Stavo giusto lavorando su uno stroboscopio Minox di 30 anni. I suoi elettrolitici sembrano perfetti come il giorno in cui sono stati prodotti. Mi occupo di elettronica da almeno 20 anni, ed ho originariamente imparato la materia su vecchi apparecchi militari surplus della seconda guerra mondiale, apparecchi al tempo economici.

    Da allora sono diventato un laureato in ingegneria elettronica, un ingegnere professionista ed un avido collezionista di roba vecchia. I progettisti dei più vecchi apparecchi militari spesso preferivano far spendere un sacco di soldi pur di evitare gli elettrolitici. Preferivano utilizzare un grosso induttore a due sezioni ed un paio di condensatori a carta e olio da 4 uF in un alimentatore piuttosto che un semplice grosso elettrolitico, perchè gli elettrolitici di allora tendevano ad "essiccarsi" e guastarsi col tempo.

    Nei primi apparecchi elettronici di consumo ho spesso trovato condensatori elettrolitici guasti. La prima cosa da fare sulla roba vecchia è guardare se dai condensatori è fuoriuscito elettrolita o altra roba. Quindi, accendere l'apparecchio. Taratura del discriminatore di un ricevitore FM con un qualsiasi PC. Taratura delle medie frequenze di un ricevitore AM a valvole. Un provavalvole minimale da "passeggio". Equivalenze schemi Magnadyne.

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